Alessandra incontra Nerone, l’Imperatore Influencer

Alessandra incontra Nerone. Statua in marmo di Nerone in abiti civili, con corona d'alloro, colto nel gesto di arringare una folla o indicare una direzione.

Alessandra Intervista Nerone, l’Influencer dell’Antica Roma

La storia secondo Nerone, l’Imperatore Artista che si difende dalle fake news

Cosa può insegnarci Nerone. un imperatore romano sul digitale di oggi? Tantissimo.

Quando pensiamo a sostenibilità, immaginiamo energia, rifiuti, trasporti. Ma c’è un inquinamento meno visibile: quello della nostra attenzione e della nostra fiducia online.

Ecco perché incontriamo Nerone, il primo influencer della storia. La sua voce, che risuona da duemila anni fa, ci parla di bugie che bruciano reputazioni (e server), di uno sfarzo digitale ante litteram, e della fatica di costruire una verità che duri.

La sua domanda è, in fondo, anche la nostra: come possiamo navigare questo mondo iperconnesso senza bruciare, insieme ai dati, anche il senso delle cose?

Ascoltiamo la sua storia. Non per giudicare un imperatore, ma per capire meglio noi stessi, qui e ora.

Alessandra:

Eccoci Storie al Rovescio“, dove intervisteremo personaggi della storia cercando di non farli arrabbiare troppo. Oggi qui con noi direttamente dall’antica Roma abbiamo un ospite eccezionale, anzi, divino. Fu Imperatore di Roma, poeta, atleta, e secondo alcune fonti… un po’ incendiario. Benvenuto, Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico!

Nerone:

(Voce teatrale, un po’ affettata) Ave, o umile diurnaria (giornalista), Io, Claudio Cesare Augusto Germanico! Ti ringrazio, ma per cortesia, chiamami Nerone. O meglio “Artista Supremo”. Oppure “Luce del Mondo”. Vabbè, ok, Nerone va bene.

Alessandra:

Perfetto. Allora, Nerone. Mi piacerebbe tu mi raccontassi di un evento per il quale si narra tu, sia passato alla storia, parlami del Grande Incendio di Roma, 64 d.C. Ma fu un incidente o… un progetto di riqualificazione urbana dell’Urbe un po’ troppo infuocato?

Nerone:

(Sospira drammaticamente) Ma basta, che diamine, ancora con questa menzogna? Perbacco, Lo ripeto, io non c’entro niente, ero ad Anzio, in vacanza. Quando a un tratto, mentre ero nella mia villa, intento a comporre un poema in esametri sull’armonia delle onde. ricevo un messaggio scritto su tavolette cerate “Divino, Roma brucia”.

“Dannazione avevo appena terminato i lavori di ristrutturazione della Domus Transitoria!”. Immediatamente senza alcuna esitazione, corro su, mi metto a organizzare i soccorsi, apro i giardini al popolo, do da mangiare agli sfollati… E come vengo ripagato per la mia magnanimità celeste, con una fake, infamie e bugie cattivissime verso di me.

Alessandra: Corre voce però che tu dal colle Oppio, mentre Roma era in fiamme, cantavi “Il sacco di Troia” accompagnandoti con la cetra, ammirando le fiamme!

Nerone: (Offeso) Sappiate che non si trattava affatto di una cetra, era una bellissima cithara greca, un raro modello professionale. E’ vero cantavo, ma solo perché ero profondamente rattristato, per la tragedia che si consumava davanti ai miei occhi! Devi sapere o umile scriba, che noi artisti troviamo ispirazione dagli eventi qualunque essi siano. Il mio canto era un atto di solidarietà, di compassione verso il mio amato popolo!

Alessandra: Raccontami del dopo-incendio. Era una Domus Aurea… veramentedorata” davvero. Forse un po’ leggermente grande, non ti pare? 300 stanze, un lago artificiale… una piscina termale…

Nerone: (Estasiato) Ah, la Domus! Finalmente unArtista dei giornali che capisce d’architettura! Sì, era uno spatium apertum, oggi voi moderni lo chiamereste “open space” con elementi naturali incorporati”. Eppoi Il lago, era semplicemente per creare l’atmosfera. Nessuna velleità. E la statua alta 30 metri di me all’ingresso? Un semplicissimo tocco umile, per far sentire gli ospiti a loro agio.

Alessandra:

Molto umile davvero. Gli annali di Publio Cornelio Tacito, raccontano che tu hai avuto due mogli, Poppea… e il ragazzo castrato Sporo, che a tuo dire lo hai ‘adottato’ solo perché molto somigliante a tua madre, Agrippina.

Nerone: (Imbarazzato) Ecco, te pareva, ma quante bugie, quanta acrimonia nei miei confronti, qui si scivola nel gossip. Sporo era un’anima sensibile e soprattutto gentile. E Poppea… (si intenerisce) ah, Poppea, povera moglie mia dolce, morì tragicamente. La amavo profondamente.

Alessandra: La storia però racconta una versione un po’ diversasi dice che le avresti dato un calcio mentre era incinta, durante un litigio.

Nerone:

(Scatto improvviso) Fake news! Bug, Calunnia! Devi sapere, che lei scivolò su una buccia d’uva! Eppoi è risaputo, Io la adoravo. Come adoravo anche le sue creme di bellezza, i suoi balsami. Anche quelli a base di olio di mula… si è vero puzzavano un po’. Ma ti assicuro che fu un incidente domestico parola di Cesare. I media dell’epoca, con quei Tacito e Svetonio, due giornalai, non giornalisti, sempre pieni di pettegolezzi e pronti a diffamare la gente! Maledetti!

Alessandra: Parliamo delle tue passioni. Tu ti esibivi pubblicamente in Grecia, vincendo tutte le gare…

Nerone: Certo che si. Dovevo dimostrare ai sudditi il mio talento puro. Pensa, una volta durante una mia rappresentazione teatrale, caddi da un palco alto tre metri. Il pubblico trattenne il fiato. Io come se nulla fosse, mi rialzai e continuai a recitare la mia aria. Che dirti, professionismo, semplice professionismo.

Alessandra:E le monete con la tua effigie e la lyra? Il primo merchandising imperiale.

Nerone: Vedi? Sono stato il primo Innovatore assoluto nel marketing. “Nerone: l’Imperatore Artista”. Dovevo farmi conoscere. Oggi avrei due milioni di follower su InstaGramum.

Alessandra:

Ultima domanda divino: la congiura dei Pisoni. Perché così tante persone, inclusi tuoi amici, ti odiavano e volevano ucciderti?

Nerone: (Diventa cupo) Invidia. Pura invidia. E poi menti labili che non avevano la capacità di comprendermi. Non sopportavano la mia genialità poliedrica. Io ero avanti, molto più avanti a loro. Un sensibile, un esteta. Loro erano solo dei noiosi senatori con la puzza sotto il naso. Quando la scoprii, dovetti essere fermo. Qualche esecuzione… ma sempre con stile, facendo recitare ai condannati qualche parte tragica prima della fine. Dava pathos.

Alessandra: (Imbarazzata) Mi fai commuovere Nerone, purtroppo il tempo è scaduto. Grazie per essere stato con noi.

Nerone: Aspetta !Mi fai fare un’ultima cosa per il tuo pubblico? Ma poi esco pure in TV? Vedi, ho portato la cithara. Ho scritto una breve ode per la tua trasmissione! Si intitola “Alla conduttrice con la luminosità dell’alba tra le ciocche “…

Alessandra: No, no, davvero, non posso siamo in diretta, eppoi non c’è non c’è tempo… mi dispiace

Nerone: (Canta stonatissimo) O Alessandra, dea del microfono, il cui podcast scaccia il tediosooo…

Alessandra: (Sovrapposta, cercando di chiudere) Grazie Nerone! Ricordate, ascoltatori: la storia è scritta dai vincitori… ma anche dai perdenti con un buon ufficio stampa! Alla prossima!

Alessandra: (In un sussurro, microfono spento) Qualcuno chiami un vigile. Anzi, una legione.

Storie come narrazioni per formare comunita’

 

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Luigi Palumbo

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1 commento

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Irma Saracino

ronia, ma precisa narrazione storica, fanno di questo articolo un unicum! Attraverso i canali di un’immaginaria intervista, l’analisi di un personaggio molto discusso del nostro passato: Nerone.
Un grazie a Luigi Palumbo ed alla sua capacità di dare vita ed attualità alle vicende della storia.

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