Il Viaggio di ELide nel Mondo dell’Olismo
Elide e la sua Scoperta dell’Approccio Olistico
La Storia di Elide e la sua Capacita’ di Cogliere le Opportunita’ che la Vita offre a ogni Eta’
L’Incontro con Elide
Elide, la incontro attraverso i social media. La conosco personalmente ma 3000 km ci separano geograficamente, e ci siamo perse di vista da anni. Ma questo e’ il lato positivo dei sistemi odierni. Cosi’ tra un messaggio e l’altro, mi parla della sua rivoluzione e dei suoi nuovi studi. Inoltre della trasformazione in un lavoro di qualcosa che inizia apparentemente per caso.
Penserete che non c’e’ nulla di strano, infatti!. Se non fosse che Elide ha compiuto 60 anni. Quindi questo cambiamento avviene in una fase della vita in cui, nell’immaginario collettivo, e’ gia’ tutto realizzato. Ed ecco che allora si racconta. Questa e’ la storia di una donna coraggosa, che ha deciso di non fermarsi e di mettersi in gioco. Questa e’ la sua storia.

La Storia
Cosi’ le chiedo di inizare a raccontare com’era la Elide prima di iniziare questo percorso, e ora lei stessa lo narrera’.
“Mi chiamo Elide, il mio percorso di vita e’ stato dedicato alla famiglia e lo è ancora oggi, perché non si finisce mai di essere una madre o di essere una moglie. La mia vita è stata caratterizzata. o forse condizionata, da un forte senso del dovere. E questo senso del dovere porta a mettere sempre come priorità sia la famiglia che il Lavoro.”
Si interrompe un attimo ma subito riprende:
“Poi c’è da dire che io sono sempre stata un po’ insicura, non ho mai avuto tanta fiducia in me stessa. Non mi sono mai sentita abbastanza e sono stata sempre esigente. Esigente con me stessa sia in ambito familiare che in ambito lavorativo. Anzi devo dire che nell’ambito lavorativo erano le altre persone che riconoscevano tanto le mie capacità, le esaltavano e mi davano quel valore che io non mi davo.
Questo senso del dovere un po’ mi ha condizionato, devo dire. Un po’ le donne nascono cosi’, nasce prima il senso del dovere e poi la donna, penso. Speriamo che le giovani abbiano un approccio differente, che le nuove generazioni si prendono degli spazi che la mia generazione non si prendeva. O meglio, me li sono presi gli spazi, ma sempre con questo condizionamento che non mi veniva né da mio marito né dalle figlie. Era un autocondizionamento. Un problema culturale che noi abbiamo.”
Cosa scatta in Elide, a un certo punto
Così le chiedo cosa è scattato a un certo punto? Lei ci pensa un attimo e mi dice:
“Ad un certo punto raggiungi una certa età e fai un bilancio, anche perché poi le figlie sono andate via di casa e quindi hai più tempo per te stessa. Allora subentra un po’ quell’insoddisfazione che non sai nemmeno da che cosa possa derivare. Il cambiamento è cominciato forse quando ho iniziato il corso di apnea che è una disciplina che richiede di raggiungere il rilassamento a un livello non soltanto fisico ma anche psichico, attraverso la respirazione consapevole.
Noi diamo per scontato che il respiro ci sia, la consideriamo un’azione banale. Ma se non respiri non c’è vita. Quindi non si da valore a cio’ che ti permette di entrare in connessione con il corpo e con te stessa. Questa respirazione consapevole è fondamentale perché cominci ad ascoltarti ad ascoltare il tuo corpo. Questo nell’apnea è fondamentale perché devi conoscere anche i tuoi limiti. Devi cercare di visualizzare devi andare in profondità e se non raggiungi questo rilassamento non riesci nemmeno a scendere, a fare l’immersione. E da lì è iniziato questo piccolo primo passo, diciamo.
Poi nulla viene per caso io dico, e ho incontrato delle persone che avevano intrapreso questo percorso. Ero in un momento in cui una persona molto cara si era ammalata e cercavo un aiuto, volevo aiutarla non a livello fisico perché la malattia era ormai avanzata, ma a livello spirituale. Ho trovato una scuola di Reiki e pensai – ecco, questa è la scuola giusta per me – perché nulla è per caso ed era qualcosa che mi risuonava.“
Il Reiki
“E così è stato, ho preso il primo livello di Reiki ed è iniziato il primo vero passo nel mondo olistico. È stata una bella scoperta e quella che mi ha permesso di trasformare le mie fragilità, diciamo, in una forza interiore. Mi ha dato più sicurezza”.
Le si illuminano gli occhi, so di che parla e posso capirla. Le chiedo di spiegare cos’e’ il Reiki per i lettori:
“Il reiki è una pratica giapponese messa a punto da Mikao Usui. Usui riusciva a entrare in contatto profondo con l’energia della natura, delle piante e di tutti gli esseri viventi che ci circondano. Era riuscito a trovare la modalità per canalizzare questa energia, che e’ l’energia universale. Chi prende il primo livello di Reiki con delle attivazioni da parte di un Master Reiki, diventa un canale. Si diventa un mezzo attraverso il quale si fa fluire l’energia universale. Questo porta benessere non soltanto a chi riceve il trattamento, ma anche a se stessi, per una sorta di equilibrio interiore. Una forma di rilassamento, un equilibrio a livello psicofisico che viene utilizzato ultimamente anche negli ospedali”
Un Mondo di Nuove Sensazioni
Questo e’ molto importante, penso. E le chiedo come si e’ sentita entrando nel mondo olistico attraverso il Reiki, e cosa le ha fatto decidere di proseguire.
“Questo mondo mi ha dato la possibilità di avere un approccio alla vita diversa. Il mondo olistico non considera la persona soltanto a livello fisico, ma anche mentale, spirituale. Impari a vedere l’individuo nella sua interezza, e questo e’ il punto cardine di questo approccio. Da qui ho fatto una serie di corsi di massaggio olistico, massaggio svedese e sto ancora approfondendo un po’ il tutto.
Ecco, ogni cosa è una crescita per me… Mi ha dato la possibilità di intraprendere un percorso che mi porta ad una crescita interiore, che mi fa evolvere. All’inizio mi sono posta dei limiti. Pensare di imparare a fare massaggi a 60 anni mi sembrava qualcosa non naturale. Come se l’età anagrafica fosse un impedimento alla possibilita’ di cambiare vita. Invece è l’età che ti porta a una certa consapevolezza e ad acquisire un nuovo senso della vita”.
L’Approccio Olistico
Raccontaci, come ti relazioni con le persone cui fai i trattamenti?
“Nell’approccio olistico il problema si affronta anche dal punto di vista psicosomatico. Quando si parla in questi termini non sempre la persona che hai di fronte ne comprende il senso. Perché poi se non si fanno determinati percorsi è anche difficile riuscire a entrare in questo meccanismo Con le persone a cui faccio i trattamenti ho un atteggiamento premuroso, me ne prendo cura.
Quando faccio un massaggio mi dispiace staccarmi dalla persona perché vedo che si è rilassata, mi dispiace lasciarla. Allo stesso tempo mi rilasso anche io e mi ricarico. Non pensavo che fosse così, è stata una grande scoperta, una bella scoperta! Pensavo che per fare i massaggi servisse una certa forza invece non e’ cosi. E’ uno scambio di energie, è uno scambio bellissimo tra chi lo fa e chi lo riceve.”
Le chiedo se ha incontrato delle difficolta’, se le è mai capitato di parlarne con qualcuno scettico e, nel caso, come ha gestito la situazione. Cosi mi spiega:
“Cerco le parole giuste, o anche degli esempi. Poi ognuno rimane sulla propria posizione. Certo, quando incontri delle persone che sono sulla tua stessa lunghezza d’onde, allora hai la possibilità di spaziare, di confrontarti ed è un ulteriore arricchimento”.
Come Cambia la Vita
Come è cambiata la tua vita nel momento in cui tu hai intrapreso questo percorso?
“Ho acquisito una maggiore sicurezza innanzitutto. Mi sento meno fragile, vivo più nel presente mentre prima ero un po’ più proiettata nel futuro, invece adesso vivo nel presente anche perché poi, quando raggiungi una certa età, il tempo che ti rimane è sempre meno. E’ comunque inferiore a quello che hai vissuto e quindi cerchi di goderti giorno per giorno. Mi ascolto, sono più in connessione con me stessa. Questa è una cosa molto bella”.
Come è cambiata la tua quotidianita’?
“Non faccio altro che ascoltare e registrarmi a nuovi webinar sul mondo olistico”.
Sorride……….
L’Accettazione
Cosa diresti alla Elide di prima?
“La prenderei per mano. E la condurrei prima del tempo, prima del… beh ogni cosa a suo tempo, perché se ci sono arrivata all’età di quasi 60 anni, doveva andare così, dovevo fare questo percorso. Non si può tornare indietro è inutile a volte dire – quando ero giovane – o – quando la pensavo in questo modo -……si dovrebbe invece fare un processo di accettazione. Mi fa tenerezza la Elide di prima. Ero più riservata più timida sin da ragazza.”
Che consiglio daresti a chi volesse in qualche modo cambiare la propria vita e andare verso un percorso di crescita come hai fatto tu?
“Bisogna partire da se stessi naturalmente, perché il cambiamento non avviene in un solo giorno ma a piccoli passi. E’ necessario, iniziare a guardarsi dentro. Una semplice respirazione consapevole perché la respirazione è anche meditazione, anche se sono 5-10 minuti di respirazione con gli occhi chiusi, ti fa entrare in connessione. A me è successo così, perché nella respirazione vedevo i colori, mi scendevano le lacrime ed è iniziato un po’ così, diciamo.
Ognuno di noi ha secondo me un potenziale, una forza di autoguarigione e una possibilità di raggiungere un equilibrio interiore. Bisogna farlo piano piano e avere il coraggio di intraprendere questo percorso, perché alcune volte ti devi mettere pure un po’ a nudo, diciamo. E’ chiaro che un operatore che fa un trattamento olistico a un ricevente non può avere le corazze, altrimenti non riesce a sentire qual è il processo che serve.”
E cosi’ arriviamo alla fine dell’intervista. La ringrazio e spero di incontrarla nuovamente e darle la possibilita’ di raccontarci quali nuove scoperte concorrono alla sua crescita interiore.
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