Bilancio sulla Sostenibilità: quanto e’ possibile Attuarla senza Perdere di Vista la Realtà?
La Sostenibilita’ e’ Attuabile quando la Comunita’ stessa diventa Sostenibile
La Sostenibilita’, per essere accessibile, deve entrare in contatto con la realta’, altrimenti resta solo teoria
Il bilancio sulla sostenibilita’ ci aiuta a capire che questo concetto va attuato in ogni ambito della nostra vita. Questo è qualcosa che sentiamo dire spesso, quasi come un principio ormai acquisito. E in effetti ha senso: essere sostenibili non riguarda solo l’ambiente, ma il modo in cui viviamo, scegliamo, ci relazioniamo agli altri. Tuttavia, quando si prova a portare questo principio nella vita reale, ci si accorge che non è così semplice. Anzi, a volte sembra qualcosa veramente distante dalle nostre vite di tutti i giorni.
La Sostenibilita’ non e’ processo solo individuale
Quello che spesso ci sfugge è che la sostenibilità non è un processo individuale, o meglio, non è solo individuale. Siamo abituati a pensarla come una responsabilità personale: scegliere meglio, consumare meno, essere più consapevoli. Ma questa visione, da sola, non regge. Perché presuppone che tutti si parta dalle stesse condizioni, e questo non è vero.
Mi capita, ad esempio, di entrare in quei negozi dedicati alla spesa sostenibile. Spazi curati, prodotti selezionati, un’idea di consumo che sulla carta è impeccabile. Poi guardo i prezzi. Un chilo di pomodori 9 euro. E mi fermo. Non tanto per il prezzo in sé, ma per quello che rappresenta. Mi chiedo chi possa davvero permettersi di fare quella spesa con continuità. E la risposta è piuttosto evidente.
Un Bilancio tra Sostenibilita’ e Realta’
È in questi momenti che mi rendo conto che la sostenibilità, così come viene proposta in certi contesti, è accessibile soprattutto a chi ha già una certa stabilità economica. E questo apre una frattura. Perché se la sostenibilità diventa qualcosa di nicchia, accessibile solo a una parte della popolazione, allora smette di essere un principio collettivo e diventa un elemento di selezione. Il risultato e’ esattamente opposto a quello auspicato.
Da qui il pensiero si sposta automaticamente su un altro piano. Cosa succede quando una famiglia non ha questa possibilità? Quando per soddisfare i bisogni primari si deve già fare uno sforzo continuo, mese dopo mese? In una situazione del genere, parlare di scelte sostenibili rischia di diventare astratto. E non mi riferisco solo al fatto che a quel punto la spesa si fa dove il cibo e’ molto lontano dall’essere biologico.
Non si tratta, come dicevo, solo di prodotti biologici o a filiera corta. C’e’ un aspetto più profondo da analizzare. Una famiglia che si trova a dover rincorrere continuamente i propri bisogni è, di fatto, una famiglia vulnerabile. Non necessariamente in senso estremo, piuttosto in una condizione di instabilità che incide su tutto: sulle decisioni, sul tempo, sulla capacità di fermarsi a riflettere sulle alternative.
E nel Bilancio sulla Sostenibilita’ e’ necessario valutare le Vulnerabilita’
Non sto parlando di vulnerabilità visibile. La condizione di necessita’ e’ gia’ di per se una vulnerabilita’ che si manifesta nel modo in cui si prendono le decisioni. Quando si è dentro questa dinamica, la priorità diventa rispondere al bisogno immediato. Quindi facendo un bilancio sulla sostenibilita’ , si capisce che questa passa inevitabilmente in secondo piano. Se una famiglia deve decidere in fretta se riuscirà o meno a portare il prossimo pasto a tavola, la scelta sarà orientata da ciò che è disponibile, non da ciò che è ideale. E questo non è un fallimento. È una risposta alle circostanze.
In una situazione di questo tipo, puo; capitare che alcuni facciano scelte non solo non sostenibili, ma anche non etiche o addirittura non legali. Di fronte a persone che si trovano in una condizione di vulnerabilità, l’ultima cosa che dovremmo fare è limitarci a esprimere un giudizio. È facile, da fuori, attribuire la responsabilità alle scelte individuali. E’ chiaro che esiste la responsabilita’ nella scelta individuale, non voglio dire il contrario. Ma una lettura che si limita solo a questa ignora completamente il contesto in determinate scelte sono state fatte.
La Responsabilita’ Individuale
Come dicevo, indubbiamente esiste una responsabilità individuale. Ma una scelta, per essere davvero sostenibile, deve avvenire in un contesto che la renda possibile. Non basta sapere cosa è giusto. Bisogna essere nelle condizioni di poterlo fare. Se, ad esempio, una comunità non è in grado di ridurre il livello di disuguaglianza sociale, difficilmente potrà definirsi sostenibile. Perché la sostenibilità non si misura solo nei comportamenti, ma nelle condizioni che permettono quei comportamenti. E se queste condizioni non sono distribuite in modo equo, si crea inevitabilmente una distanza.
È qui che facendo un bilancio sulla sostenibilita’ il discorso si sposta dal singolo alla comunità. Una famiglia, per non trovarsi costretta a fare scelte azzardate, ha bisogno di un contesto che la sostenga. Non solo economicamente, ma anche a livello sociale, relazionale, informativo. Ha bisogno di sapere di non essere sola, di avere accesso a risorse e di poter contare su una rete.
Il lavoro sulle Comunita’ e il Bilancio sulla Sostenibilita’
Questo è qualcosa che emerge chiaramente anche nel lavoro con le comunità. Quando si lavora sul territorio, si vede quanto sia centrale il senso di appartenenza, la possibilità di condividere, di confrontarsi, di costruire insieme delle risposte. Non si tratta solo di fornire soluzioni, ma di creare le condizioni perché le persone possano orientarsi.
In questo senso, il pensiero di educatori come Paulo Freire è ancora estremamente attuale. L’idea che le persone non siano semplici destinatari di interventi, ma soggetti attivi, capaci di leggere la propria realtà e trasformarla, cambia completamente il modo di intendere il lavoro comunitario. Non si tratta di dire cosa è giusto fare, ma di creare spazi in cui le persone possano sviluppare consapevolezza.
Allo stesso modo, Malcolm Knowles ci ricorda quanto sia importante partire dall’esperienza delle persone, dal loro vissuto, dalle loro reali condizioni. L’apprendimento, come anche il cambiamento, non può essere imposto dall’esterno. Deve essere costruito insieme, tenendo conto di ciò che è possibile in quel momento.
Nel Bilancio sulla Sostenibilita’ valutiamo le Teorie Sociali
Se riportiamo questo discorso alla sostenibilità, diventa evidente che non possiamo limitarci a promuovere comportamenti corretti senza intervenire sulle condizioni. Non possiamo chiedere alle persone di fare scelte sostenibili se non hanno gli strumenti per farlo. Non possiamo aspettarci risultati diversi senza modificare il contesto. La sostenibilità, allora, smette di essere un insieme di regole da seguire e diventa una questione di equilibrio. Un equilibrio tra bisogni e risorse, tra individui e comunità, tra ciò che dovremmo fare e ciò che è realmente possibile.
Quando questo equilibrio manca, le persone non smettono di agire. Continuano a cercare soluzioni, a prendere decisioni, a muoversi come possono. A volte trovano strade sostenibili, altre volte no. Ma in ogni caso stanno rispondendo a qualcosa che è reale, urgente, concreto. Forse è proprio da qui che dovremmo partire. Non dal giudizio sulle scelte, ma dalla comprensione delle condizioni. Non da ciò che le persone fanno, ma da ciò che rende possibile quel fare.
In Conclusione
In conclusione nel fare un bilancio sulla sostenibilita’ spesso dimentichiamo che non può essere separata dal contesto in cui viviamo. Non è sufficiente fare scelte corrette se intorno a noi le strutture, le risorse, le reti di supporto non esistono o sono fragili.
Quando penso al lavoro che faccio con le comunita’, vedo chiaramente quanto sia importante costruire spazi in cui le persone possano condividere conoscenze, esperienze e strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane. Non si tratta solo di fornire soluzioni, ma di creare le condizioni affinché le scelte sostenibili diventino realisticamente possibili. In questo senso, ognuno di noi non agisce mai da solo: ciò che possiamo fare individualmente è sempre intrecciato con ciò che la nostra comunità ci permette di fare.
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