Festa di Santa Cristina: un racconto di tradizione e comunità

Festa di Santa Cristina. Castello Angioino di Gallipoli, in pietra calcarea chiara, a pianta quadrata con quattro torri cilindriche angolari e quinta torre poligonale (Rivellino) staccata, circondato dal mare blu e collegato da un ponte in muratura.

Festa di Santa Cristina a Gallipoli: storia, cultura e comunità

La Festa di Santa Cristina raccontata attraverso tradizione e partecipazione

Ho incontrato Cristian Piccinonno. Un ragazzo in gamba, trent’anni, presidente del Comitato della Festa di Santa Cristina. Seduti a un tavolo, lui mi guarda e dice: “Allora ci dai una mano per promuovere la festa di Santa Cristina”? Così, senza tanti giri di parole.Io e il “Collettivo Balual” ci stiamo. Perché quando uno ti affida una roba che va avanti da centocinquantotto anni, non è il caso di fare i preziosi.

Gallipoli e la candidatura culturale

Gallipoli è in corsa per diventare Capitale della Cultura 2027. Lo sapete, no? Il dossier di presentazione si chiama “La bella tra terra e mare” e già il titolo dice tutto. Ma un dossier è un pezzo di carta, bello quanto vuoi, ma resta lì. Quello che conta sono le cose che fai, le storie che racconti, il modo in cui fai capire che quella candidatura non è una scatola vuota.

La nascita di Kalè Polis

Kalè Polis è nato così. Da due chiacchiere, da un “ma se provassimo”. Non è un progetto caduto dal cielo, è roba che viene dal basso, da gente che le tradizioni le ha custodite per anni e da altri che oggi provano a raccontarle con strumenti diversi.

La Festa di Santa Cristina

La Festa di Santa Cristina, dal 23 al 25 luglio, è il cuore. Ma non è una sagra, eh. È roba seria. Nel 1867 il colera ammazzava mezzo Regno delle Due Sicilie. La gente di Gallipoli si è stretta intorno alla Santa, pregando come se non ci fosse un domani. E il morbo è cessato. Il 23 luglio dell’anno dopo la prima processione. E da lì, ogni estate, si ricomincia.

La processione in mare

La processione in mare è quella che ti prende di più. La statua della Santa su un peschereccio, una flotta di barche che la segue, sembra di accompagnarla fino all’orizzonte. Poi la cuccagna, ragazzi che si arrampicano su un palo unto di grasso, la gente che urla, il tifo. E la sera del 25, i fuochi che esplodono sul mare. Uno spettacolo grandioso.

Il progetto narrativo

Noi vogliamo raccontare tutto questo. Ma non come si fa con un servizio qualsiasi. Vogliamo raccontare l’identità di un posto.

Il documentario

Per questo abbiamo pensato a un documentario. Con le riprese da drone, grazie a un’azienda che ci dà una mano. Tre giorni di festa, ma anche l’atmosfera, le facce, le emozioni. Quello che non si vede in tv.

I podcast

Poi ci sono i podcast con le voci dalla perla dello Ionio. Parliamo con i pescatori, con gli storici, con i cuochi che sanno fare la scapece come si faceva una volta. E con la gente normale, quella che la festa la vive, non la guarda.

Contenuti e approfondimenti

E poi articoli, guide, approfondimenti. Roba che resta, che si accumula giorno dopo giorno. Perché Gallipoli non è solo una festa, è una città intera, con la sua storia, la sua cucina, le sue contraddizioni.

L’idea della scacchiera

Tra l’altro, c’è un’idea che mi piace un sacco. Nel porto c’è una scacchiera enorme, per gli scacchi umani. Da tempoo ormai coperta e inutilizzata. Sta lì da anni, dimenticata. E noi pensiamo di usarla, se ce ne fosse la possibilità per un evento, una partita che racconti la storia di Gallipoli. Con costumi d’epoca, musica, storici che spiegano. Non in estate, perché d’estate Gallipoli è già piena di roba, ma in un altro momento del 2027. Non è ancora deciso, ma l’idea è buona.

Collaborazioni

Abbiamo il comitato della festa che ci sostiene, gente che ha esperienza, promoter e influencer che ci danno una mano. E le riprese aeree, come vi dicevo.

Il ruolo del Collettivo Balual

Il Collettivo Balual coordina, cura i contenuti e gestisce la comunicazione. 

Ambiente e responsabilità

Una cosa che mi sta a cuore è l’ambiente. Organizzare una festa che porta migliaia di persone comporta un sacco di responsabilità. I rifiuti, le luminarie, il turismo che non deve essere solo consumo. Stiamo pensando a materiali biodegradabili, a coinvolgere i pescatori nella raccolta differenziata, a campagne per i visitatori. Sono piccole cose, ma è meglio di niente. Una città che punta a diventare Capitale della Cultura deve dare l’esempio, non solo essere bella da vedere.

Oltre il 2027

Kalè Polis non finisce a luglio. Vogliamo arrivare fino al 2027 e oltre. Creare un patrimonio di contenuti e di relazioni che resti anche dopo. La scacchiera è solo l’inizio. Le idee vengono fuori continuamente, parlando con la gente.

Spirito del progetto

Il progetto è nato da un incontro, da uno che ha detto “fidatevi”. Non è marketing. È un tentativo di mettere insieme competenze e passioni. Per raccontare Gallipoli come merita.

Conclusione

Abbiamo gli strumenti, le persone, la voglia di fare. E abbiamo una città che aspetta. Il gioco è nelle nostre mani. E noi giochiamo.

 

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Luigi Palumbo

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