Beppe Farina oltre i confini volando dall’Italia alla Scozia
Beppe Farina oltre i Luoghi: l’Arte come spazio Sostenibile di Connessione
Tra Materia e Visione: l’Arte di Beppe Farina che Ripensa il nostro modo di Abitare il Mondo
Visitando la scorsa edizione della Fiera Internazionale dell’Arte a Edimburgo, in Scozia, ho incontrato Beppe Farina e i suoi dipinti. Cosi’ gli ho chiesto di raccontarci qualcosa di se:
“Mi chiamo Beppe Farina, sono un artista di Roma. Sono di nascita piemontese e di adozione salernitana, quindi abbraccio un po’ tutta la cultura italiana. Io sono un artista da sempre. Ho iniziato con il teatro e svolgo tuttora questa professione. Sono infatti un educatore teatrale per bambini e ragazzi, anche se la mia radice artistica è la pittura. Mi ritengo figlio d’arte, mio padre Armando Farina è stato un grande pittore nel periodo dagli anni 70 agli anni 90. Sono qui adesso a Edimburgo alla ventesima fiera di arte internazionale. Ssono qui grazie a un invito particolare che mi ha fatto la galleria arte in Europa.”
La Galleria
Gli chiedo quindi di parlarmi un po’ della Galleria di Arte in Europa: “…è una galleria molto famosa qui a Edimburgo diretta da Andy McDougall ed è la galleria che organizza questa fiera. E’ una fiera con tanti eventi, tante realtà soprattutto locali a livello artistico ed è sicuramente un’esperienza che mi proietta nel mondo artistico internazionale, soprattutto questo scozzese.”
Beppe, spiegaci come e’ nata la tua passione per l’arte
“La mia passione per l’arte è indotta, non è dedotta. E’ indotta perché appunto essendo figlio d’arte, ho vissuto sempre di arte. Si parlava di pittura, di correnti, di manifesti artistici. Sin da quando io avevo 4-5 anni ho conosciuto in casa mia i migliori esponenti della pittura del Novecento italiano. Da Di Chirico a Casorati, da Ugo Nespolo a Gonzaga tutti questi artisti erano amici di mio padre e frequentavano Casa nostra perché c’era questo continuo scambio di idee artistiche. Come nasco come pittore? Nello studio di mio padre, lo aiutavo ad abbozzare i suoi principali tratti destinati all’impressionismo francese e in modo particolare all’ottocento napolitano.”

“La mia vita è stata inevitabilmente votata all’arte, il mio linguaggio sin da piccolo era soltanto quello. La pratica dell’arte, quando ho compiuto poi 18-19 anni, era più interessata al linguaggio teatrale. Un’espressione proprio mia tipica del mio carattere estremamente più estroverso rispetto al carattere di mio padre.
Frequentavo il suo studio, lo aiutavo soprattutto quando aveva grosse mostre o grosse produzioni. Quindi mettevo proprio le mani sulle sue tele, ho poi inevitabilmente costruito una mia linea, un mio linguaggio, non tanto differente dal suo ma sicuramente con una personalità ben distinta. La mia pittura ricerca innanzitutto la professionalità, il vivere proprio di questo mestiere e questo mi deve spingere ad affrontare palcoscenici sempre più impegnativi in Italia ma anche e soprattutto nel panorama internazionale.”
Descrivi un pochino i quadri di Beppe Farina per gli ascoltatori che non vedranno il video
“Nei miei quadri c’è un po’ di tutto. Dal disegno al tratto chiaroscurale dell’impressionismo, dal digitale al collage. Il linguaggio deve essere necessariamente universale. In modo particolare gli ultimi lavori mi portano tanto verso la fotografia, a ritrarre scorci di città per poi stenderli in stampe, in formati più o meno standard, e rivitalizzarli con la pittura, in modo particolare con gli smalti. Gli smalti consentono il linguaggio tipico dell’arte pop.
Anche il collage mi è molto utile perché quello che esprime la stampa a livello cromatico non è facile riprodurlo sulla tela. Lo si può ottenere sicuramente con l’olio perché dà maggior lucentezza come in questo quadro. Ma la contaminazione comunque tra i generi è il linguaggio dello spunto principale di tutte le prime. “
Ci puoi dare un’idea dei tuoi progetti futuri?
“Stiamo progettando una mia mostra personale solo sulle vele perché verrà fatta all’Università del Mare, università che si è inaugurata l’anno scorso a Ostia, nel quartiere dove io vivo. La cosa che forse più mi preme è la collaborazione con Art in Europa. Sicuramente la nostra intenzione è di poter allargare il nostro giro di conoscenze e i nostri linguaggi artistici con uno scambio artisti scozzesi in Italia e artisti italiani in Scozia. Presenteremo sicuramente delle progettazioni alla comunità europea e questo mi dà davvero tanto tanto stima.”
Ringrazio Beppe e termino la serata nello splendido scenario della gotica Edimburgo.
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