I Popoli Indigeni si Incontrano per Condividere Saperi
I Popoli Indigeni si Incontrano per Condividere Saperi e creano una Cartografia per la vita
I popoli indigeni si sono incontrati. Per secoli le terre sudamericane sono state viste solo come risorse da sfruttare. Abbiamo sfruttato le loro terre prendendone i frutti. Poi abbiamo sfruttato le terre coltivando ciò che secondo noi e’ giusto coltivare, oggi sfruttiamo le terre per prodotti che dovrebbero compensare le nostre emissionidi CO2. In tutto questo sfruttamento, non abbiamo mai considerato e’ la conseguenza di queste azioni sugli indigeni. Abbiamo promesso loro un lavoro che per lo piu’ li ha allontanati dal loro folklore, facendoli ammalare.
Miniere, deforestazioni, coltivazioni intensive hanno arricchito pochi e impoverito molti. Le comunità indigene, nel tempo, hanno perso spazi, diritti e sono ad alto rischio di perdere i loro saperi. Le popolazioni indigene sono strettamente intrecciate con la natura e con la cura del territorio.
Le cose cambiano
Oggi però i popoli indigeni provano a riscrivere la storia: si riuniscono, uniscono le forze e costruiscono nuove forme di cooperazione, per difendere la propria terra e restituirle dignità. Come riferito dall’Agenzia Pressenza, si sono riuniti per condividere conoscenze e creare la cartografia. Di seguito l’articolo.
Gli Indigeni si Riuniscono
Leader indigeni e specialisti provenienti da tre continenti si sono riuniti per condividere conoscenze e costruire un’agenda comune durante il Seminario internazionale sulle Pratiche di Mappatura Indigena tenutosi a Santa Cruz, in Bolivia.
Popoli Indigeni: Reti di Cooperazione
Dopo due giorni di dialoghi, le/i partecipanti hanno concordato sulla necessità di costruire reti di cooperazione per rafforzare l’unità dei popoli dell’America Latina, dell’Africa e dell’Asia.
“Se lavoriamo collettivamente, potremmo costruire una proposta di vita civilizzatrice, una cartografia per la vita”, ha sottolineato Paspantzhu Vitery, vicepresidente della Nazionalità Kichwa del Pastaza (Pakkiru).
La Cartografia
Le discussioni sulla cartografia hanno riguardato il suo utilizzo nella gestione e nella governance, nella pianificazione territoriale, nella lotta contro le attività estrattive o per segnalare e denunciare minacce. C’è stato anche spazio per condividere strumenti ed esperienze nella gestione delle tecnologie satellitari al fine di identificare attività illecite e contribuire alla prevenzione della loro diffusione.
Mappe: da Strumento di Colonizzazione a Strumento di Cooperazione
Da un punto di vista critico, l’incontro è servito a sottolineare come le mappe siano state storicamente utilizzate come strumenti di colonizzazione dei territori del sud del mondo. In contrapposizione a queste spinte egemoniche, le/i partecipanti hanno presentato strategie di appropriazione di questi strumenti da parte delle popolazioni indigene, elaborate a partire dai territori.
“La mappa non è sempre stata nostra alleata, ma con il tempo siamo riusciti a utilizzare questi strumenti per esercitare i nostri diritti”, ha affermato Simón Crisóstomo Loncopán, presidente del Coordinamento di Comunità Mapuche Winkul Mapu di Curarrehue.
“Le espressioni che condividiamo nascono dalla lotta per il riconoscimento di epistemologie che sono state rese invisibili dal nord del mondo”, ha aggiunto il leader mapuche. Nell’ambito delle discussioni, il leader wampis Shapiom Noningo ha raccontato come il popolo Wampis abbia costruito la propria storia sulla base delle conoscenze, della saggezza e delle pratiche ancestrali.
“I nostri nonni erano esperti nel costruire le proprie mappe […]. Erano cartografi empirici. Non scrivevano, ma ne conservavano la memoria, lo spazio del loro territorio, l’occupazione, i camminamenti, i confini di ogni villaggio”, ha sottolineato Noningo.
L’Evento
Il Seminario internazionale sulle pratiche di mappatura indigena è stato promosso dal Gruppo di Lavoro Internazionale sulle Questioni Indigene (IWGIA).
L’evento è stato realizzato grazie a una collaborazione con l’Organizzazione di Sostegno Legale e Sociale (ORE), il Centro di Studi Giuridici e Ricerca Sociale (CEJIS), il Centro di Comunicazione e Sviluppo Andino (CENDA) e molte altre istituzioni della regione.
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